Cosa fare per una ristrutturazione

Il caso della ristrutturazione è senz’altro più frequente rispetto alla nuova costruzione ed è anche più spinto dalle amministrazioni comunali perchè limita di molto la cementificazione. Basti pensare alla L.R. Liguria n. 24/2001 sul recupero dei sottotetti ed anche al recupero di altri parti dell’edificio, secondo la quale è possibile rendere abitabili porzioni della vostra casa generalmente destinata ad altra funzione (sottotetto > volume tecnico, cantina > accessorio) anche, in certi casi, a prescindere dai normali parametri igienico sanitari e con agevolazioni fino al 50% degli oneri di urbanizzazione. È  evidente che lo scopo della legge è quello di stimolare la creazione di nuovi locali (magari in vista di un ampliamento del nucelo familiare) nel volume esistente dell’edificio anzichè propendere per un nuovo locale in ampliamento tradizionale. La ristrutturazione non è comunque solo il recupero di locali ma originariamente è stata pensata, lo dice il termine stesso, come una “rivisitazione” completa dell’appartamento. In altre parole si intende una sistematica riorganizazione o riammodernamento dell’unità. Questo comporta il più delle volte la sostituzione di parti strutturali (solai orizzontali e inclinati- coperture-, muri di perimetro) ma anche, la più importante, la sostituzione degli elementi dispersivi quali soprattutto gli infissi; gli intonaci e le tinteggiature e ovviamente gli impianti. La ristrutturazione avviene normalmente in edifici datati: si parla cioè di edifici che abbiano già superato i 40 50 anni di vita.

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